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Edizione 2021

Aspettando la Barbera Incontra con Gianfranco Tartaglino

Gianfranco Tartaglino, classe 1961, è un noto avvocato e ultratrailer di San Damiano d’Asti. Abbiamo deciso di intervistarlo per farci raccontare le esperienze che ha vissuto in giro per il mondo.

Quando hai scoperto la passione per la corsa?

Ho sempre fatto sport fin da ragazzo, sono passato dalla pallavolo al triathlon, poi ho voluto cambiare e cimentarmi nella corsa. Corro a livello agonistico da circa 12 anni, l’attività che più mi appassiona è il “trail”, è una specialità della corsa che generalmente si svolge su sentieri, prevalentemente montagna e collina.


Qual è stata l’esperienza che ti ha lasciato di più e perché?

Negli ultimi anni ho corso in molti luoghi diversi: Corsica, Iran, Oman, Bolivia, e tanti altri.
Non so dire quale sia l’esperienza che mi ha lasciato di più, perché ognuna è unica, diversa dall’altra. Al di là del contesto ambientale in cui vado, quello che ricerco è la componente interiore, mi interessa la “dimensione” in cui riesco ad entrare. Occasione di ricerca e scoperta interiore: questo alla fine è ciò che mi appaga di più.

Abbiamo saputo che hai percorso Grande Randonnèe, il sentiero che attraversa la Corsica da nord-ovest a sud-est, cosa ti ha spinto ad affrontarlo?


Nel 2020 ho corso la Grande Randonnèe durante un periodo di vacanza con un amico.
Forse è stata l’esperienza più impegnativa che ho fatto. Sono partito perché ne avevo sentito parlare, ci tenevo a farla e la volevo portare a termine nel minor tempo possibile.
La mia intenzione era di completare il percorso in tre giorni, ma era necessario correre anche di notte, quindi non avendo nessuno che mi seguisse in caso di emergenze, ho deciso di allungare di un giorno.


Ti è mai capitato di avere momenti di cedimento durante queste esperienze? Se sì, come li hai superati?


In Corsica, nonostante i 180km, le tappe non erano così dure, è stato faticoso, ho avuto qualche momento di crisi, ma mai il pensiero di abbandonare l’impresa, perché lo facevo per me stesso, non stavo gareggiando. Nel 2019, in Iran, ho fatto un’esperienza simile di 200km nel deserto, da solo, e anche in questa occasione l’ho fatto per me stesso. Esperienze di questo tipo mi soddisfano di più e infatti, quest’anno, ho in programma di andare in Giordania.